Ora che la riforma ha affidato all’Ordine degli architetti il compito di gestire la formazione continua degli iscritti, vediamo quali sono i risvolti nel pubblico impiego. Finora da più parti si lamentava il fatto che molti dipendenti pubblici fossero iscritti all’Ordine ma che fossero, in definitiva, tollerati. Tollerati come una categoria a parte, che il resto degli iscritti vedeva quasi come una parte avversa, poiché non veri e propri “professionisti”. Spesso, soprattutto negli enti territoriali, ai colleghi architetti è richiesto anche di firmare alcuni progetti di opere pubbliche o di pianificazione. Finora è successo anche che alcuni progetti siano stati firmati da colleghi che tuttavia non erano iscritti presso l’Ordine, perché non avevano mai ritirato il timbro, o perché non avevano mai sostenuto l’esame di stato. Da alcuni è stata avanzata l’ipotesi che per i colleghi dipendenti della pubblica amministrazione non fosse necessario il timbro professionale, anche nel caso di redazione di progetti.
Scopri di più da Pensai et congettai ...
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.