Ci sono cose che si apprezzano tempo dopo. Tanto tempo dopo. Una di queste, per me, è la “benedizione”.

Da piccoli non potevamo andare a dormire se prima non eravamo passati da nonna, dicendo “Benedizione”. Lei ci toccava la testa e ci diceva: “Che Dio ti benedica”. Ci toccava con le mani completamente deformate dall’artrite che l’aveva colpita ancora giovane. Io la ricordo, da sempre, con queste mani “accartocciate”, incapaci di aprirsi completamente. Anche il braccio era dolorante, sicché ogni benedizione sembrava una cosa solenne, poiché vi erano lentezza e dolore.

A quel tempo, questo rito serale non mi piaceva: non lo capivo. Mi sembrava il retaggio di una cultura antica, superstiziosa, contadina (nel peggiore senso del termine), e, alla fine inutile. Un rito stanco, svuotato: una formalità. E poi, che potere aveva mia nonna per poter “benedire”? Quando nonna se n’è andata, questa usanza tutta nostra, intima e famigliare, l’ha seguita.

Oggi, tanto tempo dopo, guardo i miei figli e capisco quello che ho perso: quello che abbiamo perso.  Non so quello che succederà domani e allora spero con tutto il cuore, la sera, che domani vada tutto bene per i miei figli, per la mia famiglia, per me. Era un bel rito, il momento di una cosa importante, e l’abbiamo perso.

Nonna non aveva nessun potere di benedire, ovviamente. L’unica cosa che poteva fare era trasmettere il suo immenso amore per noi. L’amore era così grande e la speranza del bene così intensa che l’unico atto che poteva riassumere tutto ciò, in maniera sintetica ma compiuta, era un atto di benedizione. Quell’amore avrebbe potuto fare da tramite (intercedere), e Dio ci avrebbe benedetti e resi inattaccabili dal male. Lo stesso amore con cui, in silenzio, la sera,  un padre guarda i propri figli e li benedice.


Scopri di più da Pensai et congettai ...

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

1 comment

Lascia un commento

Scopri di più da Pensai et congettai ...

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere