Dico questo, certo non a caso, perché oggi si assiste con una certa frequenza a tentativi di regolamentazione abbastanza disinvolti di affidare a mappature improvvisate che impongono altezze, larghezze, distanze e volumi immaginando di ottenere per via autoritaria una qualche forma di tutela di ampie porzioni di territorio; prescrizioni e vincoli spesso arbitrari che non producono altro effetto se non quello del rifiuto automatico di ogni regola da parte di tutti i potenziali destinatari delle misure i quali ben difficilmente ne comprendono la ratio.
Il periodo riportato qui sopra non è il mio, anche se chiosa perfettamente i miei ragionamenti sul paesaggio, alcuni dei quali riportati in questo blog.
Il pensiero è di Diego Zurli, Coordinatore AMBITO DI COORDINAMENTO: Territorio, infrastrutture e mobilità. Il passo si trova nel suo testo, che invito tutti a leggere: Metamorfosi e conflitti nelle terre dell’Italia di mezzo, all’interno del volume: Umbria, Paesaggi in divenire, 1954-2014, Regione Umbria 2015.
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