“[….] una rete di mobilità dolce [….]”
Bisogna tornare a nominare le cose come sono, che è un grande sforzo di umiltà e di realtà. Per mobilità dolce si intende un percorso per biciclette e altri mezzi? I marciapiedi sono già mobilità dolce? I percorsi per le biciclette devono essere necessariamente asfaltate? Devono essere necessariamente delle piste da corsa? Perché ricordo che la bicicletta è un mezzo previsto dal codice della strada che dovrebbe andare sulla strada. Perché questi percorsi non possono farsi con del semplice ghiaino (permeabile, tra l’altro)?
“[….] un tessuto continuo di prati e campi incolti [….]”
I campi incolti sono il segno della disfatta di un’iniziativa economica: non sono lì per fare da connettore ecologico tra altri prati e giardini. Per il semplice motivo che nessuno paga l’agricoltore per realizzare dei connettori ecologici. Se si vogliono dei connettori di questo tipo, se la collettività ritiene che questi connettori siano un valore fondamentale, la stessa collettività deve essere in grado di pagare per questo valore. Così come i prati. I prati sono tali perché sono destinati al pascolo o allo sfalcio, e non alla composizione estetizzante di patchwork visibili dall’alto di una terrazza (naturale o meno).
“[….] un parco multifunzionale [….]”
Che cos’è un parco multifunzionale? A cosa potrebbe formalmente rassomigliare se non alla città dispersa che tutti (apparentemente) disprezzano? Un parco è un ambito piuttosto esteso dove la matrice predominante è rappresentata da spazio agricolo (che oggi è tutto meno che naturale). E in questa matrice abbiamo una punteggiatura di casolari e agriturismi. E da un punto di vista formale vorrei capire che cosa cambia tra un agriturismo e uno studio dentistico o ambulatoriale, tra un casolare con le stalle e una piccola officina per riparare trattori o macchine o biciclette. E se non c’è una grande differenza, come immagino, bisogna accettare che in fondo questa città dispersa in Umbria, in Italia, non è tutta da disprezzare. Se non è multifunzionale è spazio rurale, come l’abbiamo sempre conosciuto e vissuto.
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