C’è sempre qualcosa di gratuito nella cattiveria. C’è sempre qualcosa di eccedente, di sovrabbondante, di ricercato. Se il dolore procurato, infatti, fosse equilibrato e proporzionato al dolore ricevuto, sarebbe giustizia. La cattiveria è proprio quello che va oltre la giustizia (la giustezza). E questa sovrabbondanza è una delle poche cose che ancora riesce a meravigliarmi. No, non è vero: io riesco ancora a meravigliarmi per le cose semplici. E’ una delle poche cose che le persone fanno e che riescono ancora a meravigliarmi. E’ una delle poche occasioni in cui l’uomo si mostra generoso, produttivo, ridondante. Dà più di quello che riceve. C’è qualcosa, nella cattiveria, che arriva da lontano. Una cosa che era in cammino da tempo, che travolge le cose lungo il percorso. Quando arriva al dunque poi, non si ricorda nemmeno da dove era partita e che cosa inseguisse. Dove voleva arrivare. La cattiveria si smarrisce. Erra.


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