RR 2/2015 — Commento all’Art. 6

Art. 6

Superficie asservita — Sa.

1.Si definisce superficie asservita la superficie territoriale o fondiaria, espressa in metri quadrati, necessaria a legittimare l’edificazione rispetto alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente.

2.Le aree asservite ad un edificio per l’applicazione degli indici di cui al presente Capo, Sezione III, possono restare di proprietà diversa ovvero essere cedute a terzi, purché nell’atto pubblico di trasferimento, registrato e trascritto, risulti l’obbligo della loro inedificabilità in rapporto alla potenzialità edificatoria ceduta a terzi o utilizzata.

3.Nel caso si intervenga su di un edificio esistente mediante aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica, o si realizzino nuovi edifici nelle superfici territoriale o fondiaria di cui agli articoli 2 e 5, per determinare la superficie da asservire al nuovo intervento, devono essere considerati anche gli edifici già esistenti. È fatta salva l’ipotesi in cui le norme di attuazione del PRG consentano incrementi di superficie utile coperta indipendentemente dal rispetto dell’indice stabilito o i casi in cui sono applicabili modalità premiali, compensative e perequative delle quantità edificatorie di cui al Titolo II, Capo V del TU.

4.L’area asservita a costruzioni esistenti non può essere asservita ad altre costruzioni, fatto salvo il caso di incremento dell’indice di edificabilità o di una sua sottoutilizzazione, rispetto a quanto considerato al momento dell’asservimento o di modifica della destinazione e della normativa urbanistica dell’area medesima.

5.Restano ferme le normative in materia di vincolo di asservimento dei terreni previste dagli strumenti urbanistici o da normative di settore.

Commento

L’art. 6 si riferisce all’istituto dell’asservimento. L’asservimento del terreno richiede l’atto pubblico, registrato e trascritto. Anche qui occorre integrare un po’ il ragionamento: il terreno che risulti spogliato della propria capacità edificatoria avrebbe bisogno di essere “visto” dal PRG in maniera diversa.

Periodicamente sarebbe insomma necessaria una variante di recepimento di questi terreni “sterili” sotto il profilo della capacità edificatoria.


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