Le ragioni di questa idea.
Questa breve nota intende accompagnare il commento che ho fatto al RR 2/2015. Allego un file pdf scaricabile con il R.R. 2/2015 e con un mio primo commento nei box riquadrati, con la font in Times.
Si tratta di un commento che si focalizza maggiormente sugli articoli per i quali ritengo di avere maggior competenza. Il commento è dunque parziale, e probabilmente laconico, a tratti. Per alcuni articoli si tratta di poco di più di un segnaposto, lo ammetto.
Vuole essere un testo aperto. Sono cioè più che disponibile a integrare il testo con i commenti e con le interpretazioni che verranno da altre parti. Così come sono disponibile a cambiare idea, se l’argomentazione è convincente. E ringrazio fin d’ora tutti coloro che vorranno arricchire questa costruzione. Integrerò via via il testo con le interpretazioni che reputerò significative. I commenti e le varie interpretazioni, anche dei singoli commi, potranno essere “in chiaro” o anonimi. Chi vuole restare anonimo lo dovrà solo dire.
Il testo è dunque “in progress” per definizione. Un pre-testo.
Mi assumo ovviamente la responsabilità di quello che ho scritto. Sicuramente ci saranno degli errori, avrò dato luogo a qualche “allucinazione” anche io (è di attualità). Credo tuttavia che il testo possa costituire un buon palinsesto sul quale convenire nel tempo, un testo organico e utile per gli operatori del settore, siano essi dipendenti pubblici o professionisti. Un testo che può stratificare, nel tempo, qualche elemento di dialogo con il legislatore. Che ha insomma una sua validità, non fosse altro che per instillare qualche dubbio. Un testo che è anche un elemento di apertura e di conoscenza reciproca tra chi vorrà partecipare. Il valore è forse più qui che nel merito. Se l’esperimento avrà successo, potrò replicarlo, magari con l’aiuto di qualche giurista, alla LR 1/2015.
Qualcuno mi potrà rimproverare una insopportabile pignoleria e precisione nell’uso dei termini della lingua italiana. Anche in questo caso la giustificazione è molto prosaica e semplice: la redazione di un testo normativo non è un tema di italiano o un romanzo, in cui si debbono fuggire come la peste le ripetizioni ravvicinate. Un testo normativo è un testo funzionale, servente, e se contiene due ripetizioni, in luogo di termini ambigui o circonvoluzioni linguistiche, ben vengano le ripetizioni! La scrittura aggettivale e avverbiale andrebbe messa a frutto in altri domini.
Tengo a precisare un’ultima cosa: molti criticano il binomio formato dalla LR 1/2015 e dal RR 2/2015 in maniera pregiudiziale, reiterando e tornando su facili luoghi comuni: “quelli della Regione non sanno bene quello che scrivono”; “non sono mai stati in prima linea in Comune”; “non hanno mai avuto uno studio da portare avanti”; ecc. Costoro forse non ricordano che cosa fosse la legislazione umbra precedente, e molti di costoro non sarebbero in grado di scrivere un testo normativo “chiuso”. Spesso sono critico e in disaccordo con gli uffici regionali su alcuni passaggi, su alcune interpretazioni, ma lo faccio da una posizione da cui, comunque, reitero a questi colleghi (sono stato qualche anno anche io nell’amministrazione pubblica), grande rispetto e stima. E che ringrazio sinceramente per il lavoro fatto dal 2015 fino a oggi.