Il salice

Quando le api si avvicinavano al salice, io capivo che la vera primavera era arrivata: le api gli ronzavano intorno. Lo avevamo piantato sopra la vecchia vasca di recupero dell’acqua piovana che zia Natalina aveva fatto tombare appena arrivati. Il salice è cresciuto bello e rigoglioso per tanti anni, e per tanti anni mi sono lasciato fisicamente accarezzare dalle sue fronde quando vi era un filo di vento. L’ombra del salice è delicata per cui ci si può sempre stare, anche quando si è sudati. Il salice è cresciuto per molti anni senza alcuna potatura, poi è morto, poco prima che anche zia se ne andasse. Il salice è uno dei primi alberi a fiorire, quando sta per arrivare la primavera. I fiori (i miei amici botanici mi diranno che non sono tecnicamente “fiori”, ma ci siamo capiti lo stesso), non sono appariscenti, ma sono dolci, ed è forse per questo che le api, appena uscite dall’inverno, vanno subito a rifocillarsi. Tra l’altro credo che dal salice le api traggano anche qualche sostanza fondamentale per loro, come dal pioppo. In effetti, l’acido salicilico (l’aspirina), deriva dalla corteccia del salice.
Quante ore passate in sua compagnia! Non so perché non sono riuscito mai a dargli un nome, anche se lo avrebbe meritato. Alla sua ombra ho immaginato e scritto un breve romanzo in cui il salice riusciva a leggere i miei pensieri e i pensieri di chiunque altro si fosse seduto lì sotto. Sopra il salice mi sono riposato qualche volta con Fabio mentre stavamo ristrutturando la casa. Il suo verde chiaro la ingentiliva. Sotto questo salice ho studiato da solo per l’esame di Storia dell’architettura II del Prof. Godoli, e letto per la prima volta del cubismo cecoslovacco, quando a Forlì uccidevano il senatore Ruffilli. Sotto il salice ho provato a parlare con mamma, quando ero indeciso se continuare a studiare a Firenze o trasferirmi a Nancy, dove c’era una Facoltà “paradiso” (60 insegnanti, 472 studenti). Forse riusciva a leggere i nostri pensieri, ma non era in grado di suggerire le parole giuste. Un salice piangente silente.