19 marzo

Ciao papà,

adesso che quasi

potresti

essermi figlio,

come si fa?

Come ci salutiamo?

Come ci saluteremo?

Chi farà coraggio a chi?

Quando del tuo ricordo

sarà rimasto solo

il mio ricordo,

frammenti di ricordi,

meno che foto,

innesti di storie

su rami alieni,

mi chiamerai papà?

Ora che

Ora che la bella

stagione è passata,

ve li ricordate, li

sognate mai i campi

pari, biondi, d’oro,

di grano vedovo,

senz’un papavero?

Anquetil

 

Papà, sei andato

troppo presto in fuga.

I pochi ricordi

targhe ettometriche

sul ciglio biancastro

nell’avena sativa,

dispersa, ventosa,

bionda indifferente

a file e geometrie.

A volte rincorro

la lunga sagoma

dei tuoi vestiti

in una polvere

di cose che non so.

Un giorno mi dirai

se son stato buono

figlio, uomo, padre.